𝐂𝐎𝐍𝐕𝐄𝐆𝐍𝐎 “𝐃𝐈𝐀𝐋𝐎𝐆𝐇𝐈 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐍𝐀𝐓𝐈𝐕𝐈𝐓À 𝐄 𝐈𝐋 𝐑𝐔𝐎𝐋𝐎 𝐃𝐄𝐈 𝐏𝐀𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈”
• Saluti iniziali del Presidente dell’Associazione Culturale Atlantide Fabio Lorrai
• Interverranno Efisio Arbau, Don Marco Congiu
• Modererà i dialoghi Antonangelo Liori
• Esibizione di un canto a tenore dei Tenores di Urzulei
• Reading letterario sul tema
• Letture del poeta Antonello Arba
• Musiche di Battista Giordano
• Pausa caffè con prodotti tipici
Partendo dal tema della natività diverse figure culturali dialogheranno su un tema tanto caro al popolo sardo: il ruolo del pastore come perno fondamentale della nostra società del passato e del presente. Ogni relatore lo affronterà dal proprio punto di vista: antropologico, poetico, politico, ecclesiastico. Una visione d’insieme e specifica che aiuterà a puntare i riflettori su questa figura cardine della nostra cultura e del nostro avvenire. La pastorizia sarda (r)esiste e necessita di attenzione e di prospettive concrete.
Ha affrontato cambiamenti strutturali profondi come l’appoderamento delle aziende, l’abbandono delle transumanze, la stanzialità sempre più diffusa nelle zone di migrazione. Il pastore è sceso dalle montagne verso le colline e le pianure, colonizzando terre abbandonate, garantendo la produzione di beni di consumo e servizi, preservando al contempo beni pubblici come paesaggio, biodiversità ambientale e sociale, benessere degli animali, qualità della vita, tradizioni ed eredità culturali.
I sistemi pastorali devono sopravvivere non solo per il valore immenso delle merci che sono in grado di produrre ma perché, occupando aree spopolate, contribuiscono alla conservazione dei suoli, prevengono o attenuano i danni che potrebbero avvenire in pianura per effetto dell’abbandono della montagna o della collina.
Chissà se con questo incontro non possano nascere spunti e proposte concrete di aiuto.
TOUR IMMERSIVO CULTURALE TRA SIMBOLOGIA E MAGIE DEI PRESEPI, A CURA DI GIANLUCA MEDAS
Il Natale con le tante figure che da sempre riempiono i nostri presepi, raccolte attorno alla più povera delle abitazioni, spinte dal sentimento di speranza a mettersi in cammino all’inseguimento di una Stella verso la più misera delle capanne.
La Celebrazione del mistero del Figlio di Dio che si è fatto Uomo diviene sintesi perfetta tra sacro e profano. Il momento di gentilezza, perdono, carità, gioia ed incontro, perde oggi il valore di un tempo. Valori che vanno riscoperti. Ogni figura rappresentata nel presepe, ogni simbolo e personaggio del Natale sono fatti che, se letti attentamente e meditati, divengono eventi interiori di rinascita e di trasformazione interiore.
IL PERCORSO DEI PRESEPI DI URZULEI
Oltre che simbolo religioso, il presepe è un omaggio alla sapienza artigianale e simbolo di condivisione di creazione.
Allestirlo qui a Urzulei è un vero e proprio rituale che va condiviso con tutti: un’opera collettiva a cui ognuno può dare il suo contributo. Ogni anno, infatti, il concorso indetto dalla Proloco sul “Presepe più bello” vede tutti partecipi nell’impreziosire le vie del paese in un percorso magico pronto per essere ammirato da tutti
• Gianluca Medas – voce narrante
• Mauro Mibelli – chitarra
• Tenores di Urzulei – canto a tenore
• Corale Solene di Urzulei – coro polifonico
• Aperitivo con prodotti locali
La Nascita di un Bimbo destinato a far parlare di sé per millenni, un Avvenimento che, al di là della Fede, ci mette di fronte alla debolezza e alla fragilità di una nuova vita.
Tra Parola e Musica, Gianluca Medas, Mauro Mibelli e i Tenores di Urzulei raccontano le attese, i misteri, le gioie della Fede, conducendoci all’ascolto di questo sconvolgente racconto destinato a cambiare la Storia.
Una vicenda che racconta di un Bambino per parlare ad ogni Uomo dell’Uomo: Ieri, Oggi, Sempre.
PASTORALE – CONCERTO PER ARCHI, BASSO CONTINUO , CHITARRA, FLAUTO E SOPRANO
A cura dell’orchestra da camera Prometeo
Il programma, in armonia con il tema del festival, rende omaggio alla tradizione natalizia con il Concerto di Natale, ottavo dei 12 concerti grossi di Arcangelo Corelli, chiamato Concerto di Natale, nel cui ultimo movimento presenta una caratteristica Pastorale, che evoca idealmente i suoni dei pastori al presepio.
Questo concerto, e in genere tutta la produzione di Corelli, influenzerà tutta la musica europea del Settecento e soprattutto Antonio Vivaldi e Georg Friedrich Händel che a loro volta saranno punti di riferimento per i compositori classici e per le scuole italiane, francesi e tedesche.
Il concerto prevede un omaggio alla letteratura sarde con alcune composizioni tratte da “Caminantes”, lavoro scritto da Battista Giordano su ispirazione di Nicola Tanda curatore dell’opera poetica di Antonio Mura Ena. Mura Ena nelle sue poesie racconta la Sardegna contemporanea seguendo come traccia la lettura antropologica e linguistica riplasmando l’immaginario sardo con una scansione lirica che ha rinnovato l’antica lingua poetica sarda. Ha scavato nella memoria profonda della comunità e ne ha rivelato valori fonosimbolici del tutto nuovi e insospettati. La poesia di Mura Ena per un verso è immersa nelle radici profonde, ancestrali e storiche e per un altro verso impiega un approccio estetico e un sentimento del tempo attuale nei suoi valori formali del significante, cognitivi e sapienziali del significato.
In programma, un tributo alla musica spagnola con la Nana di Manuel De Falla e alla musica del novecento con Omar’s lament del compositore anglo-argentino John Duarte. Con tre brani per flauto e clavicembalo si renderà omaggio al sommo compositore tedesco J.S.Bach.
Programma di sala
1. Spleen – B. Giordano
2. Caminantes – B. Giordano, A. Mura Ena
3. Old song – B. Giordano
4. Para Carmen – B. Giordano
5. Nana – M. De Falla
6. Omar’s lament – John W. Duarte
7. Bagatella – B. Giordano
8. Siciliano dalla Sonata in mi bemolle BWV 1031 – J. S. Bach
9. Minuetto dalla sonata 1033 – J. S. Bach
10. O Jesulein süß BWV 493 – J. S. Bach
11. Tempus – B. Giordano, A. Mura Ena
12. Karolciu – B. Giordano
13. Prenda – B. Giordano, A. Mura Ena
14. Domine deus dal Gloria di – A. Vivaldi
15. Concerto di Natale – A. Corelli